L’assistente virtuale di Windows Phone Cortana dimostra la sua natura ‘aperta’ rispetto alle sue rivali: Siri di Apple, la prima in assoluto, e Google Now del colosso di Mountain View.
Una limitazione studiata, probabilmente, per attirare utenti verso il suo nuovo OS, anche se si tratterà di un limite circoscritto alla sola versione beta. Comunque sia, Cortana darà modo agli utenti Android, e in seguito (entro quest’anno) anche a quelli iOS, di trovare i contatti e altre App, usare la suite Office mobile e fornire tante altre informazioni utili. Attualmente l’App Cortana è installata sui telefoni Windows Phone 8.1 e presto verrà lanciata su tutti i dispositivi Windows 10 (incluso Xbox One).
Vi presentiamo un video dimostrativo di Cortana su Android e iOS, di seguito
https://youtu.be/lXREpLEwgOY
Al di là dell’arrivo di Cortana sui dispositivi Android, non dimentichiamoci che ci aspettano grandi miglioramenti sul prossimo Android M grazie al servizio Google Now, che permetteranno all’assistente virtuale dei dispositivi Android un’interazione aumentata anche attraverso il già annunciato Now on Tap, in grado di rendere più semplice e veloce ottenere le informazioni.
In occasione del Droidcon 2015 organizzato nel mese di aprile, OrangeSec – un team di programmatori italiani (precisamente, di Ivrea) – aveva annunciato di aver portato Cortana su Android grazie ad un porting che hanno chiamato Portana, in grado d’integrarsi con l’OS del robottino verde ma operativo solo online e in lingua italiana. I due hacker italiani avevano anche annunciato di poter aggiornare Portana simultaneamente a Cortana. Portana, interfacciandosi al server di Microsoft, risponde allo stesso modo di Cortana; quindi, se si aggiorna Cortana automaticamente si aggiornerà anche Portana.
Il colosso di Redmond come ha reagito, nel frattempo, davanti all’iniziativa di OrangeSec e di Portana? Era già nota la volontà di Microsoft di rendere disponibile Cortana sia per Android sia per iOS secondo lo sviluppo del Progetto Einstein, che combinerebbe il servizio di Microsoft col supporto dell’intelligenza artificiale. In effetti, i programmatori italiani non hanno di certo chiesto l’autorizzazione a Microsoft di accedere al backend di Cortana. Cosa è successo, da aprile ad oggi? Dopo la notizia diffusa da numerosi siti nel mese di aprile, tutto è sfumato cadendo nel silenzio totale.
Portare Cortana su Android, hanno spiegato i due programmatori di Ivrea, è stato facile: Google ha le API sia per il riconoscimento vocale sia per la voce di risposta e, nel server di Microsoft (dove la risposta è un HTML), loro hanno sfruttato una webview per visualizzarla. Avevano anche annunciato che il codice sviluppato sarebbe stato diffuso presto sulla piattaforma GitHub per lo sviluppo open-source condivisibile.
Ci siamo collegati alla piattaforma: il codice Portana risulta registrato il 16 dicembre 2014 e indicizzato 14 giorni fa come da questo link. In fondo alla pagina, potete vedere la demo comparsa su YouTube, realizzata proprio in occasione dell’annuncio di Portana durante il Droidcon 2015.
Commenti e interventi risultano fermi a un mese fa, gli aggiornamenti sono fermi al 17 maggio 2015. Qualcosa ci dice che Portana sia stato bloccato da Cortana.